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Inferno della Valtellina DOCG 2017 Fratelli Triacca 0,75 L

Fratelli Triacca

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DESCRIZIONE:

Colore: rosso rubino, tendente al granata.
Profumo: sottile e intenso, con sfumature di rosa appassita e nocciola.
Sapore: asciutto, austero, leggermente tannico e al tempo stesso vellutato e aromatico
Alcool: 12,5°
Uve: 100% Nebbiolo

Tipo di vinificazione: classica delle uve Nebbiolo ed affinamento in botti di legno per circa 2 anni; stoccaggio quindi di un anno nell'acciaio inossidabile prima dell'imbottigliamento.

Abbinamenti: pasta, carni bianche e rosse, formaggi a pasta molle.

InfernoL’inferno è la più ristretta delle sottozone DOCG Valtellina Superiore: 48 ettari (11 dei quali in conduzione diretta da casa Negri con i cru Calvario, Sopragironi, Sottogironi, Ca’ Rossa, Mazzucchi, Paradiso, Runch) tra Poggiridenti e Tresivio, lungo le pendici delle Alpi Retiche sulla sponda destra dell’Adda in provincia di Sondrio. Il nome è dovuto alla ripida pendenza e all’alta temperatura estiva, causata dal riverbero del sole sulle rocce. “Paradiso di Bacco è quell’Inferno rosso di brace e fiamma, e odore infuso di prugne e more emana, e al Paradiso è meglio preferire”, Scrive l’Abate Morelli nel “Dionisos”.

 

TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

La Cantina Triacca  è un’azienda indipendente a conduzione familiare da ben quattro generazioni, fondata nel 1897. La sua storia è fatta di uomini e donne che lavorano con passione per garantire la Qualità dei vini a marchio «Triacca».

"Tutti i nostri vini provengono dai vigneti di proprietà. Seguiamo attentamente tutte le fasi della produzione: dall'impianto all'affinamento, dalla potatura alla vendemmia, fino all'imbottigliamento dei nostri vini. Una garanzia dal 1897."

 Oggi la gestione dell’ azienda è nelle mani dei fratelli Giovanni e Luca, esponenti della quarta generazione. Luca è enologo e responsabile della produzione vinicola. Giovanni dirige la casa madre e segue l'importante mercato svizzero. Ad affiancarlo c’è sempre l'affezionato zio Rino, la 'vecchia guardia' che accoglie ancora i visitatori a La Gatta con la sua nota amabilità e passione.

Già negli anni Settanta la Cantina comincia a migliorare la qualità delle sue uve.

A questo scopo viene studiata una selezione rigorosa di vitigni Nebbiolo, allo scopo di ottenere elevati valori di glicerina ed estratti, tannini ricchi e armonicamente integrati, nonché colore rosso più intenso. I filari, piantati con le nuove viti selezionate, contano ora 7500 ceppi per ettaro - più di prima, ma con meno uva per pianta. Ne risulta una qualità migliore ma una resa più bassa.

Le uve vengono lavorate in cantine all'avanguardia in fatto di tecnica di vinificazione. Gran parte del legno è stato sostituito dall'acciaio inossidabile. Il controllo della temperatura è parte integrante della lavorazione. Per l'affinamento e l'evoluzione dei nostri vini migliori utilizziamo legno nuovo sotto forma di carati (botticelle) da 225 e 500 litri.

 

 LA STORIA DELLA CANTINA

Verso la fine del Diciannovesimo secolo Domenico Triacca commercializza vini di Valtellina in Valposchiavo (Grigioni, Svizzera), ma è un uomo ambizioso e vuole produrre autonomamente il nobile nettare con la propria uva. Nel 1897 acquista 2000 metri quadrati di vigneto nella zona della Valgella in Valtellina. Questo avvenimento rappresenta la svolta vera e propria per la fondazione di una delle più importanti case vitivinicole della Valtellina. 

Negli anni Cinquanta il nostro mercato si sviluppa fino all’Engadina, con la vendita di vino sfuso trasportato in barili di legno. Dopo la Seconda Guerra Mondiale si passa ai vini in bottiglia a favore della qualità, dello stoccaggio e per soddisfare il gusto dei consumatori. In funzione del mercato svizzero viene costruito anche l’impianto d’imbottigliamento in Svizzera, a Zalende, a sud di Poschiavo. 

Il 1969 è una pietra miliare per la storia della casa vinicola Triacca. Grazie all’acquisto della meravigliosa Tenuta La Madonnina, nel Chianti Classico, quindi nel cuore della Toscana, si realizza una diversificazione a lungo ponderata. Nello stesso anno viene acquistata la perla della viticoltura valtellinese, l’ex convento domenicano La Gatta a Bianzone, con i suoi 13 ha di superficie vitata, messo in vendita del tutto inaspettatamente dalla casa vinicola Mascioni.

Gli anni Novanta sono caratterizzati dall’espansione nel sud della Toscana, con l’acquisto della Tenuta Santavenere a Montepulciano, ma anche dall’integrazione della quarta generazione: Giovanni, responsabile per il mercato svizzero, e Luca, direttore tecnico per le tre aree di produzione.


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CC
18/12/2020
Camilla C.

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