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Nebbiolo Langhe Poderi "La Collina" Cl75

Poderi "La Collina"

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 DESCRIZIONE

Prodotto con uve Nebbiolo al 100% ottenute da un terreno franco sabbioso, calcareo esposto a sud, sud-ovest.

Viene vinificato in rosso a cappello emerso con rimontaggi giornalieri, macerazione delle bucce fino a fine fermentazione alcolica, svinatura e conseguente fermentazione malolattica. Viene poi affinato in legno di rovere per 6 mesi seguito da una permanenza in bottiglia di altri 3 mesi prima della commercializzazione

Il Nebbiolo è il vitigno più nobile del Piemonte ma è anche il più esigente infatti, essendo a maturazione tardiva, richiede esposizioni calde e soleggiate e terreni sciolti e ben drenati; inoltre, pretende una particolare attenzione nella gestione della chioma e della produzione che deve sempre essere contenuta al fine di facilitare e anticipare il più possibile la maturazione; dal punto di vista organolettico si presenta con le seguenti caratteristiche.

Colore:
rubino, di media intensità, brillante, vivo

Profumo:
manifesta note evidenti floreali di rosa e viola accompagnate da sentori fruttati di lampone e ciliegia

Sapore:
caldo, armonico con una leggera sensazione tannica che accompagna un retrogusto lungo e molto gradevole

Abbinamenti: grazie alla sua personalità, si abbina bene a primi saporiti e a piatti di carni rosse e selvaggina oltre che a formaggi stagionati.

Alcool: 14°

LA CANTINA

Poderi "La Collina" non sfugge alla tradizione ed è intimamente legata alle sue radici, profondamente ancorate all’ambiente circostante che è parte di tutto e di tutti.

 Il Secondo Conflitto Mondiale imperversava. Gabriele era al fronte: Africa, Grecia, Albania; guerra e prigionia lo portarono in terre tanto distanti quanto diverse dalla sua. La vita era grama anche per coloro che restavano a casa.
Immaginiamo quanto potesse esserlo per una donna sola con due bambini da crescere. Maria doveva arrangiarsi, in loco tutti pativano e quanto produceva non poteva essere venduto, barattato. Bisognava guardare oltre, non rimanere con le mani in mano. Quante volte aveva inforcato la bicicletta per portare pesanti, essenziali, vitali damigiane di vino in Liguria! Ripercorreva le storiche Vie del Sale: sentieri impervi, scoscesi, stretti, una volta valicati dai muli con i basti carichi.

Margherita Olocco, mamma di Piergiorgio, sopravvisse alle difficoltà della guerra, grazie anche ai tanti sacrifici di Maria che hanno marcato indelebilmente la sua infanzia. Sposato Virginio, portarono avanti la loro cascina, come si usava negli anni Cinquanta e Sessanta: comprando uve e vini, commercializzando e ponendo le basi dell’attività odierna.

Quando all’inizio degli anni ottanta Piergiorgio succede ai suoi genitori, decide di stravolgere la filosofia produttiva e diventare vitivinicoltore in toto.
La prima vigna la compra dal futuro suocero, una “vignotta” intorno alla quale passo dopo passo, filare dopo filare, tanto impegno e sacrificio si accorpano i 14 ettari vitati che compongono attualmente la proprietà, oltre al noccioleto e pioppeto.

Qualità anzitutto e qualità senza transigere, questo il filo conduttore del Podere che propone oggi tutta la gamma dei vitigni e vini locali a denominazione di origine controllata. La qualità nasce in vigna, fra metodo e terre uniche, in Regione Castiglia, i vitigni storici di Dogliani

Le caratteristiche del terreno e la giusta esposizione al sole, rendono i vigneti del podere, in Regione Castiglia, nella frazione doglianese di Pianezzo adatti alla produzione di vini rossi importanti, dalla grande struttura e generosi di corpo e di bianchi fragranti, freschi e raffinati.
Il vino nasce in vigna e le cure e attenzioni prodigate al vigneto sono tante, sin dall’inerbimento che non è solo elemento estetico.

Dal rispetto per la terra nasce il vino. Il podere la Collina non usa diserbanti di sintesi e la reintegrazione della sostanza organica è in gran parte affidata al sovescio: (fave, piselli, orzo, mais) che riporta al suolo quanto asportato.

Fondamentale, in una gestione attenta all’ambiente e al rispetto della salute umana, il ricorso a una agricoltura che integri saperi antichi e ritrovati moderni.