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Amaro Braulio 21 Cl70

Peloni s.r.l.

Prezzo di listino €13,90

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 DESCRIZIONE

L'amaro Braulio prende il nome da uno dei monti che circondando la conca di Bormio, il Monte Braulio, nella splendida cornice della Valtellina, ai cui piedi, nel 1875, il farmacista Francesco Peloni era solito recarsi per raccogliere alcune erbe officinali che utilizzava per dei medicamenti. Erbe, fiori, radici e bacche sono infatti gli ingredienti che compongono questa ricetta segreta, combinate in una sapiente alchimia che dà vita a questo tipico amaro di montagna, che racchiude in sé l'aria fresca delle alpi e la sapienza di chi, secoli fa, è riuscito a combinare insieme 13 erbe, creando qualcosa di unico e inimitabile, ulteriormente arricchito da un lungo riposo in botti di rovere.

Colore scuro e intenso con riflessi luminosi rosso rubino, al naso presenta un ventaglio aromatico incredibile di tiglio, erbe di montagna, fiori di campo e sensazioni balsamiche e mentolate. Al gusto è equilibrato ed elegante, ricco di ritorni erbacei e di tutte le sensazioni olfattive sentite in precedenza, in una perfetta corrispondenza gusto-olfattiva che conduce verso un lungo finale di genziana.

 Alcol: 21°

IL PRODUTTORE

Amaro Bràulio nasce a Bormio 140 anni fa.
Oggi come allora viene prodotto con la stessa cura e dedizione utilizzando alcune delle migliori erbe della tradizione di montagna per un gusto forte e unico proprio come la Valtellina.

La storia di Bràulio inizia nell’Ottocento nella farmacia del dottor Giuseppe Peloni grande conoscitore delle piante ed erbe aromatiche.
Suo figlio Francesco, a sua volta farmacista, ereditò ben presto la stessa passione sperimentando numerosi infusi e bevande.

Fu così che un giorno creò Amaro Bràulio, senza mai rivelare quante e quali erbe avesse utilizzato se non al proprio figlio Attilio, che nel 1936 pubblicò un prezioso opuscolo dall’emblematico titolo “In herbis salus”, svelando solo in parte la ricetta dell’amaro.

Oggi è possibile visitare presso l’archivio storico della famiglia Peloni la collezione di piante ed erbe che l’attuale discendente Egidio Tarantola Peloni ha salvato riordinando le antiche tavole botaniche che risalgono agli inizi del secolo.